lunedì 26 marzo 2012

L'sola di Èriu




Irish pub

Scorgo una donna
con in braccio un bambino
tre ne ho qui accanto
sulle punte
ascoltando il violino
ballando un magico reel

domenica sera
di un freddo d'estate
canto le loro parole 
appena imparate
da un'arpa dorata
di liquido scuro
che scioglie la lingua
del lilting fra
un du
un deedle
un da

ricordo dall'alto
salutando Dublino






Le donne di Aran

"Con le dita rotte
dal freddo della notte
di troppe stelle a illuminare
disegno e tramo
e di paura tremo
pensando che sarà
lui a parlarmi di te"

Rosso il cielo 
in quel freddo tramonto 
d'oceano e scogliere
rosse le guance di Annie
rossi i suoi capelli
rossa la scia della barca 
che l'onda insegue

stringe tra le spalle i suoi pensieri
(che non sia lui)

accarezza tra le dita la fede della promessa
(che sia pietà per quell'amore)

Come un corteo di festa
l'una accanto all'altra
attendono un funerale

- le donne d'Irlanda-

il Vento scompiglia i capelli
giocando gonfia le sottane
cercando perdono
dopo il fortunale

sarà uomo sì ...
sarà quel disegno lavorato
al buio di un lume
tessendo in trama
le promesse
d'amare maree d'amore.



Il fido giullare


Nude le dita dei piedi
aggrappate in ultimo terreno appiglio
sul vuoto della scogliera
in rovina
il vento attendo
a liberare il desiderio
di ceruleo e grigio
d'immensa aria e acqua

Fremo e temo
certa dell'arrivo

Dal precipizio sale
con braccia possenti
mi porterà via
in volo

Con gesto improvviso
imprevisto mi cinge in abbraccio
mi segna le forme
di seno rotondo si mostra sfacciato
sussurra assurde parole
impetuoso tocca plasmando i miti sensi
e risveglia paura
e brivido
quiete
finalmente ritorno terrena

A Thanatos avevo chiesto
in cambio della vita
la scelta dell'attimo infinito
Mi ha risposto severa
che da sempre le appartengono entrambi
muta
siedo e mi lascio cullare
ringraziando lei
e il suo fido giullare
per avermi salvata.




Sono donne pettegole i gabbiani di Galway

li senti parlare
delle storie sussurrate dall'onda fragorosa 
che ogni volta ritorna a raccontare
di An Life 
e del vento del nord
del cielo che corre
balbettando di pioggia 
di roccia
di verde 
di partenze per terre lontane
di pelle segnata dalle rughe del sale
non ti lasciano andare
t'inseguono
ti volano basso
ti sfiorano il passo 
per farti inciampare

è un regno 
quel loro volare
scartare
picchiare
di nuovo salire

guardiani

-custodi della gente di mare-

di un mondo
stregato
da cui tu 
non sai più tornare









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