giovedì 14 novembre 2013

Michelangelo e i suoi Prigioni

L'ATLANTE 

Mi piace pensare così:

La grandezza di Michelangelo sta in tutte le sue opere, ovviamente; ma nel gesto involontariamente incompiuto, di questi giganti, mi affascina cercare la parola della pietra.  La mancanza dello scalpello dell'artista, comunica con il nostro intimo sentire.

L'Atlante, imprigionato nella pietra per l'eternità, non ha mani per liberarsi, né piedi per fuggire.
Non ha bocca per un grido d'aiuto.

La pietra lo tiene in vita, così come la sua speranza a non cedere alla sua fissità.
Tutto il corpo spinge verso l'alto nel tentativo di liberare  la sua anima grande.


1 commento:

  1. Bellissimo quello su cui hai posto attenzione.
    Non per nulla Michelangelo è il primo "moderno" proprio per queste sue intuizioni "rocciose"
    Per la potenza tutta umana che sa estrarre dalla materia informe

    RispondiElimina

scripta manent

IL LUPO