POESIE

martedì 15 novembre 2011

Fosse di nuovo il tempo dell'insonnia


Avessi il suono che di nacchera
gli calpestò la notte
e della notte mi fece padrona




Calda e invitante
al pasto della Luna


Notte
da trattenere
a morsi sulla pelle


Notte
di quando rubai
il sonno degli amanti
con le mie gambe nude ai sedotti mattini
con le aurore a piovere a dirotto
d’anima e destini

Ah!
Fosse di nuovo il tempo
dell’insonnia
delle ore maledette
e delle labbra strette
in cerca d’abbandono


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scripta manent

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