Nella presta mattinata
stanca ancor più
di quando m'ero coricata
ho aggredito il rubinetto
tutta la notte ha fatto gocce
e lo credevo rotto
Scendean
e non avean resa
una poi l'altra
in rapida discesa
Mi sono avvicinata
con la pinza aperta
senza sapere
dove metter mano
e intanto
goccia su goccia
un liquido azzurrino
scendeva piano
piano
Osservavo
il pianto suo
farsi di - rotto
Intanto
un altro rubinetto
più emotivo
dilagava su in cucina
al quarto piano
Era in subbuglio
tutto il caseggiato
chi cacciava viti
chi urletti da soprano
chi sosteneva
: - E' il dado!
Dev'essere svitato...
Nel fondo del piazzale
d'improvviso
un tonfo sordo
Morta era
ahimè
la tubatura principale
Ci guardammo tutti
tristi in volto
e lentamente
dai bassi fino agli alti piani
i rubinetti che dalla notte
di quell'agonia
sapevan tutto
cessarono di piangere
quel prematuro lutto
bellissima ode al tumulto del cuore che paralizza ma accomuna.
RispondiEliminaGrazie Fuochista!
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