POESIE
martedì 9 ottobre 2012
Ecce Homo
Dove si è perso l'uomo
chi ha ingoiato la sua traccia
le sue mani callose
la risata argentina e sguaiata
della sua semplicità
E l'anima?
E la sua essenza da libro
su cui è scritto un grande passato dov'è?
Chi ha cancellato
le labbra dal suo volto divino
mistificando la verità
E' forse schiavo
e su sé stesso ricurvo
ha smarrito la vista?
L'udito?
Chi lo ha sepolto
nella pozza rossastra
e maleodorante
di un sangue che ha dimenticato la vena
la sferzata di un cuore che pompa
Ridicolo ed ebete si aggira
rapinato del sogno
e stremato di nuda realtà
in questa ora futile
agghindato da false illusioni
come icona scintilla
Ingabbiato e recluso
nel silenzio aberrante
di un tempo corrotto
Foto di Carla Cerati
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Non sia mai ch'io ponga impedimenti all'unione di anime fedeli; Amore non è Amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l'altro s'allontana. Oh no! Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai; è la stella-guida di ogni sperduta barca, il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza. Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote dovran cadere sotto la sua curva lama; Amore non muta in poche ore o settimane, ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio: se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato. W. Shakespeare
J.W. GOETHE
Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole. Johann Wolfgang Goethe
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