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Facebook è un diario, qualche volta impietoso. Qualche anno fa in questo stesso giorno fotografai la neve che cadeva in collina. Poi ci fu un due febbraio che piovve tanto. Un anno fotografai un ramo di mandorlo fiorito contro un cielo blu, segno che proprio oggi era già primavera.
Tutto torna. Anche le parole che hai scritto. A volte è un piacere e a volte è un dolore, ma i diari sono sempre esistiti ed erano agende, quaderni, foglietti sparsi. Per qualcuno il calendario appeso al muro.
Io ero uno disordinato. Potevo conservare il conto di una cena al ristorante e anni dopo attraverso quello ricordare l’esatta immagine di quella cena. Persino la faccia dei camerieri e la luce che c’era. Però scrivere no, non prendevo appunti.
Il tempo poi faceva la sua parte, cancellava i ricordi meno belli, alcuni li trasformava in meglio, qualcuno sembrava proprio che non ti appartenesse e qualcuno rimaneva tale e quale.
Oggi c’è vento. Tanto vento.
Lo dico per gli anni che verranno.
/Simone Angelo Cannatà)
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