POESIE

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lunedì 16 novembre 2015

Parigi




Non lontano dal Bataclan, gli imam pregano in ricordo delle vittime degli attentanti di venerdì 13 insieme ad alcuni esponenti della comunità ebraica tra i quali lo scrittore Marek Halter. I rappresentanti della delegazione hanno intonato insieme la Marsigliese. Tra i presenti anche Hassen Chalghoumi, presidente della Conferenza degli imam di Francia e imam di Drancy.

 "In tutte le religioni non si può uccidere in nome di Dio, vale per tutte le religioni - così Marek Halter - è per questo che siamo qui, per far vedere che la Francia non è solo una faccia, ma 67 milioni di facce e può restare unita''

(da la Repubblica.it)

Per me Parigi, è negli occhi di tutti noi feriti e morti con i morti e i feriti di venerdì, ed è negli occhi bassi di tutti gli islamici che incontro per strada e che si portano dentro il dolore di uno scempio fatto in nome del loro dio. Questo per me è Parigi, adesso. 

lunedì 6 gennaio 2014

Pastis

Il vento taglia corto
sfiora le antenne e sdraia
il fumo dei camini
fra i neri occhi
degli abbaini
sui tetti di Paris

Dalla finestra aperta
la fredda aria serale
m'avvolge di sogni
che si faran calore
colmandomi l'assenza di un Pastis

Mi dice

sconfiggi l'orologio
fanne ragione altrui
vivi nei giorni bui
accesa d'allegria
fatti di poesia
e godi della bellezza


Scende la sera

lo spleen de Paris
mi coglie di sorpresa
... ancora senza Pastis

ça va
Je bois une bonne tasse d' antemis


(la foto è di Pino Farcomeni e ha per titolo: Tetti Parigini)

sabato 14 aprile 2012

Doisneau Robert



FOTOGRAFO UMANISTA



Insieme a Henri Cartier-Bresson, Doisneau è stato un pioniere del fotogiornalismo ed è diventato famoso negli anni soprattutto per le foto che scattava in strada. Nelle vie delle periferie e del centro, Doisneau riusciva a cogliere gli aspetti più inaspettati, contraddittori e curiosi della società parigina e francese.
Proprio uno di questi scatti “stradali” è stata la sua opera più famosa, il “Bacio all’Hotel De Ville“, in cui due giovani si baciano appassionatamente in mezzo a una strada di Parigi, tra la gente che cammina e che sembra non accorgersi della scena.
Uno dei tratti distintivi di Doisneau, soprattutto all’inizio della sua carriera, fu quello di rappresentare in foto la cultura dei bambini di strada e dei loro giochi, alla quale riusciva a conferire, nonostante le giovani età dei suoi soggetti, rispetto e serietà. Doisneau, che viene definito per i suoi ritratti un esponente della “fotografia umanista”, fu influenzato dall’opera di André Kertész, Eugène Atget e Henri Cartier-Bresson e vinse il Kodak Prize nel 1947.







(Tratto da http://www.ilpost.it/)


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