POESIE

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martedì 27 novembre 2012

Senza fiabe e rosari (poesia di Red foto di Antonio Andreatta)


Passeggiando per i blog spesso trovo "cose".  A volte è l'occhio che non si sazia di una immagine o l'orecchio del suono di una musica sconosciuta.  A volte, invece, sono singole parole, nuove, da imparare; a volte gruppi di parole, che sono storie, racconti, poesie. Li leggo, li rileggo, li ascolto, li guardo, ci penso su. Per alcuni di essi però, scatta il desiderio di appropriarmene. Un desiderio irrefrenabile di portarli via.

Stavolta è successo a questo post di Red ed alla foto del suo amico Antonio Andreatta.

Ho chiesto il permesso, (sono una ladra gentildonna) e sono in pace col mondo, sorridendo appendo le mucche e la poesia sulle pareti del mio blog.





Sfila sotto la neve
lento corteo di dame
occhi grandi e pazienti
ricordano la strada.

Ogni tanto dal fitto
di quei corpi pesanti
fra lo scuotere d'orecchi
che tremano 
attenti a una voce più forte

fa capolino un muso 
velato dal respiro,
mite nel riconoscere
la strada del ritorno.

Chissà se hanno davvero
la certezza del mondo
che passa loro accanto,
mobili campanili
al primo gelido vento.

Sembra che suonino a festa
nel loro lento andare.
Un riparo li attende
alla fine del giorno
e un inverno di veglie
solitarie
senza fiabe e rosari.




red




sabato 14 aprile 2012

Doisneau Robert



FOTOGRAFO UMANISTA



Insieme a Henri Cartier-Bresson, Doisneau è stato un pioniere del fotogiornalismo ed è diventato famoso negli anni soprattutto per le foto che scattava in strada. Nelle vie delle periferie e del centro, Doisneau riusciva a cogliere gli aspetti più inaspettati, contraddittori e curiosi della società parigina e francese.
Proprio uno di questi scatti “stradali” è stata la sua opera più famosa, il Bacio all’Hotel De Ville, in cui due giovani si baciano appassionatamente in mezzo a una strada di Parigi, tra la gente che cammina e che sembra non accorgersi della scena.
Uno dei tratti distintivi di Doisneau, soprattutto all’inizio della sua carriera, fu quello di rappresentare in foto la cultura dei bambini di strada e dei loro giochi, alla quale riusciva a conferire, nonostante le giovani età dei suoi soggetti, rispetto e serietà. Doisneau, che viene definito per i suoi ritratti un esponente della “fotografia umanista”, fu influenzato dall’opera di André Kertész, Eugène Atget e Henri Cartier-Bresson e vinse il Kodak Prize nel 1947.







(Tratto da http://www.ilpost.it/)


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